La mia nonna

La mia nonna era la maestra del paese, e al suo funerale la bara l’hanno portata a braccia i suoi alunni più disgraziati e amatissimi, come da sua esplicita richiesta.

La mia nonna anche quando non usciva più di casa aveva sempre una collana intonata al vestito e anche quando non usciva più dal letto ogni tanto chiedeva un pettine perché bisogna essere in ordine.

La mia nonna – dicono – era la più bella del paese, ma odiava essere fotografata o essere al centro dell’attenzione.

La mia nonna detestava con tutte le sue forze il formaggio, in qualsiasi forma, e la televisione.

Qualche tempo prima di andarsene, storta e nodosa e piena di dolori, aveva detto “Ora come ora la mia vita non la augurerei a nessuno. Però non ho voglia di morire”.

La mia nonna non tollerava l’idea di essere un peso per gli altri, ma non le pesava mai niente.

Era  generosa in modo esagerato, ma a se stessa non concedeva quasi nulla: c’erano solo due cose su cui non ammetteva compromessi, il caffè e i biglietti di carta a mano, che comprava e consumava in quantità industriali, e solo di ottima qualità.

La mia nonna sapeva milioni di storie, ha insegnato a tutti i nipoti e i bisnipoti poesie e filastrocche, e mi cantava sempre “grazie, dei fior…”.

Lei ricordava compleanni ed onomastici di tutti i parenti di qualsiasi grado e per ciascuno escogitava sempre qualcosa di speciale.

La mia nonna sapeva ascoltare senza interrompere e senza giudicare, e qualunque estraneo conosciuto per caso su un treno finiva per raccontarle la sua vita nel tempo di un viaggio, e la sua casa era sempre piena di gente.

Trovava sconveniente alzarsi più tardi delle 6.30, anche quando era malandata e non aveva più nessun nipotino bisognoso delle sue cure, e andare a riposare al pomeriggio era roba da andarsi subito a confessare.

La mia nonna aveva lo sguardo sempre meravigliato dei bambini, e ha passato la vita a tessere e dipanare la mitologia familiare, di cui si sentiva parte con immensa gratitudine.

Aveva una capacità formidabile di non accorgersi dei torti subiti e di sentirsi onorata dal più insignificante gesto d’attenzione.

La mia nonna amava il nonno di una tenerezza totale, ed era per lui tutto, e io ora porto la sua fede nuziale accanto alla mia, con riconoscenza, e orgoglio.

Mi ha insegnato l’accoglienza, la fiducia, l’amore per la vita.

E’ volata via due anni fa oggi, e mi manca tanto.

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7 pensieri su “La mia nonna

    • @Gatta: proprio così! Grazie!
      @’povna: grazie, io senz’altro le assomiglio molto, anche se vivrei di formaggio e non sono la più bella del paese!
      @Noise: quella situazione è brutta brutta, e di fatto è come se la tua nonna fosse già da un’altra parte! Grazie del passaggio.

  1. Pingback: Per mano | unsassoverticale

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