La Nana

È una ragazzina piccola piccola, minuta minuta, con uno stano viso da elfo, gli occhi allungati la boccuccia e il naso all’insù. Ti guarda seria, di taglio, ti studia con una certa diffidenza. Si muove leggera, solo dopo un po’ si decide a parlare. E parla come Aldo Baglio. Miiiii pròof, io affaringlèsncelafàaccio!!!!!! Garantisco che l’effetto è straniante assai.

Non ce la fa davvero, e non solo a fare inglese. E infatti a volte si chiude nell’armadio, a volte millanta malesseri vari per passare un po’ di tempo in infermeria (se dovessimo crederle avrebbe il ciclo quattro volte al mese), a volte va a casa prima della fine della giornata, con l’avallo della mamma, a volte sta a casa e basta, per giorni.

In classe la sua principale occupazione è: dormire. A meno che non ci sia qualcuno che si dedica a lei soltanto. Il che come immaginate non è sempre possibile. La sera va a letto tardi, non c’è verso di farle cambiare abitudine, un paio di volte è anche scappata di casa di notte per andare a vedere film a casa del suo tipo (pròof, lo sachemisonofattaltìipo?!). Giura che hanno davvero guardato film, perché lei l’amore lo farà solo con il grande amore. Mah.

Quando si riesce, a dedicarsi a lei completamente, passa il primo quarto d’ora a farsi passare la diffidenza, il secondo a farsi passare l’indolenza, il terzo quarto d’ora a fare quello che le chiedi con un impegno che non ci si crede (pròof peromidevediresevabbèene!), l’ultimo a raccontarti la sua vita a macchinetta, senza mai prendere fiato, con gli occhi che brillano e un sorrisetto complice. E tu illusa prof pensi l’ho acchiappata, e lei il giorno dopo dorme come quello prima, e alle tue richieste risponde con l’occhio a mezz’asta, o sta assente proprio.

Però dopo una festa la Nana maneggia la ramazza orgogliosamente leggiadra e in men che non si dica la classe riluce e lei sorride. Soddisfatta davvero.

Un momento ride con lo sguardo furbetto, il momento dopo si scioglie in pianto di tragedia, quello dopo ancora vomita improperi irripetibili addosso a chi reputa l’abbia offesa. Puzza di fumo che non si può starle vicino, una volta ha pure fumato nel bagno della scuola (nooooproòf micahoffumàato! misòappenavomitàata!!); un giorno vuole fare la cameriera, il momento dopo l’estetista, quello dopo ancora non vuole fare nulla perché pròof, miii, nonsòbuonadifareniéente!

Le abbiamo fatto firmare un “patto educativo” in cui si impegnava a venire a scuola, a fare il minimo che le richiedevamo, a comportarsi dignitosamente. Ha pianto sincera, ci ha abbracciate riconoscente, ha fatto promesse alla sua mamma. Il giorno dopo era assente.

La sua mamma sembra uscita da un film di Almodovar, ossa grosse e narici larghe, e pesanti orecchini a cerchio ai lobi allungati. Dice che lei lo sa che la ragazza ha delle difficoltà, che l’aveva detto alle maestre giù in Sicilia che secondo lei c’erano dei problemi, ma nessuno l’ha mai ascoltata, dice che lei non ce la fa proprio a comprare i libri, che le hanno dato un’altra volta lo sfratto, che il suo ex marito non paga gli alimenti, dice che non vuole che sua figlia si riduce a fare la badante come lei, che se vorrebbe ce la potrebbe fare a fare l’estetista. Che se vorrebbe imparerebbe tutto in un attimo come l’altro giorno che c’era quella canzone e ha imparato il balletto in un attimo Qiero baliar con tigo bibir con tigo… E attacca a cantare e ballare. Che la Nana ce la può fare a farsi un futuro.

La Nana sta seguendo un percorso diagnostico presso la Neuropsichiatria, ancora non sappiamo come andrà a finire. L’abbiamo inserita in un progetto contro la dispersione scolastica in collaborazione con un Istituto superiore della zona, che partirà a breve. Stiamo lavorando a un progetto interno di recupero pensato apposta per lei.

Ma ad immaginare quel futuro a me si stringe lo stomaco.

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20 pensieri su “La Nana

  1. Si stringe sì. Peró questo post è bellissimo. E la vedi la Nana e la percepisci la vostra fatica, i vostri tentitivi, i suoi tentativi, la sua buonafede e la sua indolenza, la mancanza di fiducia in sè stessa e la speranza di una madre. Le senti tutte su di te queste sensazioni. Che brava Sasso.

    • Già così stai male a capire che più di tanto non ce la si fa. A sentire magari di ex alunni finiti malissimo. Fa male proprio tanto. A me mancherebbe il coraggio per lasciar perdere. Per una questione anche egoistica, se vuoi, proprio non ce la farei. Grazie Iome!

  2. mamma mia, quanto mi ricorda Faccettanera (ho cercato inutilmente per mezz’ora il vecchio post: o mi sono rincoglionita o è tra quelli gloriosamente spirati nel [tra]passaggio da splinder). Ti capisco molto, molto, molto bene. Forza.

  3. Pingback: La Nana | da dove sto scrivendo

  4. E’lodevole il progetto che voi insegnanti state facendo per aiutare questa ragazza, pero’ mi rattrista pensare che degli educatori
    Hanno affibbiato l’appellativo”nana” ad una allieva.Come e’possibile attenuare il bullismo tra i giovani se questo viene a volte dall’alto?
    Saluti.

    Renza

  5. Pingback: Istanti | unsassoverticale

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