Istanti

I cosiddetti “folletti”(?!) di WordPress hanno da poco consegnato a Unsasso il report annuale sul blog, ed è apprezzabile lo sforzo di far apparire altisonanti numeri miserrimi, ma suona comunque tutto piuttosto ridicolo. Tant’è. Che Unsasso non sia una blogghettara come si deve l’han capito tutti, che purtuttavia non se la senta di mollare il colpo e basta è altrettanto vero, perciò avanti così, che è passato il tempo in cui occorreva dimostrare qualcosa a se stessi e anche quello in cui scoccia un po’ essere diversi da quello che si è.

L’autunno è stato una centrifuga, e Unsasso non ha avuto il tempo nemmeno di emettere un lamento, figurarsi metterlo qui per iscritto, anche se tanto spesso ne avrebbe avuto voglia. Ma alla fine meglio così, ché come si sa se puoi fare qualcosa per risolvere il tuo problema lamentarsi non serve, anzi intralcia, se non puoi fare niente invece pure: lamentarsi non serve. E scassa i maroni a tutti quelli che hai intorno. Perciò. 

Più dispiaciuta Unsasso è di non aver però nemmeno avuto tempo né forze per ascoltare i pensieri, dar loro una forma intellegibile, di non essere riuscita a soffermarsi il dovuto ad assaporare gli istanti, che degni di nota sono stati parecchi.

Perciò così, a titolo di augurio, vuole ricordarne tre semplici e bellissimi, i primissimi tre che le vengono in mente, per cominciare sorridendo.

Il primo. Mentre praticamente tutti i colleghi considerano la Nana solo un problema di cui disfarsi, e Unsasso ha le palle a terra, e che girano a elica, ecco la comparsa in sala prof di un ragazzone grande e grosso, con due occhioni dalle ciglia lunghe e scure, che dice timido Scusa prof, posso disturbarti un attimo? ecco, io lo so che con la Nana non c’entro niente, che sono solo l’educatore dell’altro ragazzo, ma, ecco, io la Nana la vedo che gira con tutta quella rabbia addosso e poi con le sue mattane, beh, ormai chi non la conosce, perciò, ecco, io, se sei d’accordo eh! io avrei immaginato, ecco, un piccolo progetto per lei: io la tengo lì con me, ogni tanto, le ho portato questo quadernino, e pensavo di farla un po’ scrivere, di quello che le piace, di quello che vuole fare nella vita, di quali passi fare per ottenerlo… Tanto io ho tempo, lo farei un po’ per volontariato…se tu sei d’accordo… Unsasso quel giorno cammina per tutto il tempo a un metro da terra, con la netta sensazione che non solo un mondo migliore è possibile, ma esiste già.

Il secondo. Unsasso è tanto per cambiare palle a terra: nella sua scuola circa un 2% dei colleghi condivide i suoi ideali, guarda alla scuola con il suo stesso senso di sacralità, pensa quanto lei che il compito degli insegnanti è altissimo e delicatissimo. In quel giorno si appresta a partire per un corso, bello, di cui non fotte niente a nessuno, e si mangia mesta un panino al volo in sala prof, dopo essersi sorbita l’ennesima sagra del qualunquismo. Esce per ultima la collega giovincella tosta, con cui ogni tanto Unsasso un po’si sfoga, che ha un moroso psicologo, a cui racconta della sua collega Unsasso Don Chisciotte, e che l’aspetta in auto. Esce e poi dopo un attimo rientra. Dice Mi ha detto moroso di darti questo, che ne avrai bisogno. E le pianta in mano gli ultimi quattro quadrati di una tavoletta di cioccolato fondente. Quel giorno a Unsasso si ribalta proprio del tutto l’umore: esce il sole, nel suo cervello ronzante! E il tal moroso non l’ha neanche mai visto.

Il terzo. Il terzo l’altra sera in macchina. Thestone. Che dopo quasi ventidue anni che stanno insieme, lui che ha ricevuto milioni di lettere di Unsasso e non ne ha mai scritta nessuna, giusto per inquadrare il tipo, lui che assomiglia così spesso alla carta vetrata, lui che smancerie giammai, lui, Thestone in persona, che al buio  l’altra sera in macchina canta quella loro canzone così piena di tantissime galassie di cose solo loro. E gli si rompe la voce. Mentre Unsasso pensa che certo, che vale la pena.

Buon anno, gente. Che ci siano tanti sorrisi nelle vostre vite, e che valga la pena!

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13 pensieri su “Istanti

  1. Roce e TT: sì sì, se anche il blog deve diventare l’ennesimo punto elenco delle mie liste sono spacciata, perciò bloggo solo se e quando mi va/riesce/viene!! E sul cioccolato, che dire: una cosa delicata, ma spiazzante, ma tenerissima, ed efficacissima, che a sapere di poter essere per qualcuno ogni tanto la stessa cosa considererei già un successo il mio passaggio nel mondo!!
    Oggi: grazie!!!
    Spersa: vero verissimo!! tu diresti che fanno barattolo! 😉
    Noise: grazie carissima, sono una vera ricchezza!

    • Esatto!! Come dicevo sopra, se pure il blog diventa un dovere sono fritta (OT: sbaglio oppure ho letto tra le tue righe la parola PTOF?! Perché se non sbaglio…: compagna di sventura, non sai come ti capisco!)

  2. Pingback: SABATOBLOGGER 24. I blog che seguo | intempestivoviandante's Blog

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