#citaunlibro fuori concorso

La domenica non ce la posso fare. La famiglia mi avvolge e mi strattona, e io avrei bisogno di un tempo disteso per citare in modo serio, ché accidenti a me non mi sono mai segnata in modo sistematico le frasi che mi colpivano dei libri (ma adesso ho cominciato, eh), e avendo una memoria merdosa sono pochissime quelle che mi ricordo senza scartabellare. E quando mi avvolge, la famiglia, con i suoi riti e i suoi sorrisi, va bene così; quando mi strattona come nella gran parte dei due giorni appena (grazieaDio) passati, tra pidocchi (ancora. la tentazione della decapitazione!) e festicciuole e marito pei monti, molto più volentieri in una casa silenziosa scartabellerei. Ma non si può avere tutto dalla vita.

Quindi ecco, tornando a bomba, solo oggi cito per il giochino della ‘povna, gemmato da ioleggoperche.it (se qualche viandante non lo conoscesse lo pubblicizzo volentieri anche se fuori tempo massimo), che per questa settimana è di casa dalla grandissima Murasaki.

E dato il tema, e data la settimana particolare che è appena iniziata, la mia citazione (molto più lunga dei 400 caratteri che ci stanno sul post-it) recita così:

“I quattro che descrivono il suo passaggio sostengono che, morto, si è rialzato dalla morte. È questo indubbiamente il punto di rottura (…). O ci si separa da quest’uomo su questo punto, e si fa di lui un sapiente come ce ne sono stati migliaia, oppure lo si segue, e si è votati al silenzio, perché tutto ciò che si potrebbe dire è allora inudibile e folle. Inudibile perché folle. L’uomo che cammina è quel folle che pensa che si possa assaporare una vita così abbondante da inghiottire perfino la morte. Coloro che ne seguono le orme e credono che si possa restare eternamente vivi nella trasparenza di una parola d’amore, senza mai smarrire il respiro, costoro, nella misura in cui sentono quel che dicono, sono forzatamente considerati matti. Quello che sostengono è inaccettabile. La loro parola è folle e tuttavia cosa valgono altre parole, tutte le altre parole pronunciate dalla notte dei secoli? Cos’è parlare? Cos’è amare? Come credere e come non credere?

Forse non abbiamo mai avuto altra scelta che tra una parola folle e una parola vana”

Christian Bobin – L’uomo che cammina

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E con ciò auguro pure una luminosa Pasqua a tutti!

Questo non è un post di fine anno

E non perché io abbia qualcosa contro i post di fine anno o i consuntivi in genere, anzi tutto il contrario: a me tirare le somme, fare i bilanci e i “programmi di miglioramento” oggi tanto in voga piace un casino. E sapete perché? Perché mi ci appago alla grandissima.

Mi sentirei più a posto con la coscienza dopo aver ripensato a tutte le piccole grandi gioie dell’anno che sta finendo, mi sentirei più in gamba dopo aver enumerato tutte le fatiche affrontate e superate, rinfocolerei la mia autostima stilando il catarticissimo elenco di tutti gli errori da non ricommettere e soprattutto dei meravigliosi propositi per l’anno che verrà. E mi beerei di tutto ciò rischiando di lasciare che “e il” restino nel mezzo.

Senza contare che con ogni probabilità vi frantucherei i maroni.

Perciò niente di tutto ciò, vado a mangiare il bordino preparatorio al cenone, poi a leggere un po’ dopo aver finito di impostare una verifica, poi credo che mi metterò lo smalto rosso e inizierò con calma la preparazione delle tartine (il goulash l’ha già preparato ieri sera miomarito), prima che comincino ad arrivare gli ospiti da ogni dove.

Ma prima vi chiedo un regalo (lo so, son sfacciata): dato che – questo lo scrivo – uno dei propositi per il nuovo anno è cercare con tutte le mie forze di ritagliarmi consoni spazi per la lettura, e dato che qui in giro nella blogosfera ci son lettori di tutto rispetto, me lo consigliate un libro a testa che ritenete proprio imperdibile da inserire nella mia lista della spesa?

Grazie per questo (se avete voglia), e soprattutto per le belle persone che siete, ché tutti, a leggervi, mi insegnate ogni volta qualcosa (per davvero eh!).

Un sorriso a tutti.

Dell’innaffiare il giardino

Oh bello innaffiare il giardino, per far coraggio al verde!

Dar acqua agli alberi assetati! Dài più che basti e

non dimenticare i cespugli delle siepi, perfino

quelli che non dàn frutto, quelli esausti

e avari. E non perdermi di vista,

in mezzo ai fiori, le molte erbe, che hanno

sete anche loro. Non bagnare solo

il prato fresco o solo quello arido:

anche la terra nuda tu rinfrescala.

B. Brecht

Dedicato agli insegnanti che amano il proprio lavoro, e a tutti. Buona Pasqua!