Impressioni di settembre

Tanti piccoli post si sono formati nella mia mente dal rientro in poi, ma poi, come sapete. Non mi ripeto. E qui aggiungo una ola per tutte le bloggatrici che nonostante una vita rutilante al pari o peggio della mia riescono a star dietro al blog con costanza e amore. Io no. Ma ogni tanto mi viene la voglia.

Ecco, primo insight del nuovo anno appena iniziato (primo settembre capodanno degli insegnanti, diceva benissimo una deliziosa bloggatrice che non mi ricordo più, e pure delle mamme in età scolare, si sa): faccio veramente parte del collegio dei docenti. Sono lontani i giorni in cui ne cambiavo uno all’anno e ne guardavo il più o meno risibile teatrino da fuori, anche se ero seduta lì. Non ne conoscevo le dinamiche, non sapevo di progetti dati ovviamente per scontati, non ero toccata dal benché minimo senso di appartenenza. E invece ora è bello respirare familiarità, capire, banalmente, di che cosa si sta parlando, dare il mio contributo alle meccaniche della scuola, provare addirittura a introdurre nuove prospettive. Fermo restando che mantenere uno sguardo un po’ da fuori sia buona pratica in generale, giusto per evitare di prendersi troppo sul serio.

Poi, questa tanta luce di settembre è un regalo che non merito. Anche se non saprei dire perché. Certo con tanti sensi di colpa, miei e non solo, sto cominciando alla buonora a fare i conti, e dire che pensavo un tempo di esserne immune. E invece i bastardi sensi di colpa si sanno travestire bene. Da aggressività, magari da vittimismo, da critica e da autocritica. Perfino da amore, a volte. Così provo a tratti a godermi questa luce, con risultati altalenanti: più invecchio più faccio fatica a godermi gli attimi. Era la mia specialità. Ma forse era ora di quantificarne il prezzo; e ribilanciare un po’. O forse semplicemente devo trovare una nuova via. Comunque si cammina, e la luce aiuta.

I ragazzi stanno crescendo, e a quasi dieci anni il grande si affaccia a una stagione che mi fa un po’ paura. Prego solo di avere gli strumenti per affrontarla: noi e lui; il resto è tutta vita, e va bene così.

Un giro a Venezia a settembre, lontano dai cloonismi di stagione, è un massaggio rilassante per l’anima. E dimenticarsi a casa la macchina fotografica una roba da prendere a testate il muro, ma il bilancio è comunque positivo. Campo Santa Margherita, un giorno riuscirò ad andarci a vivere.

E tanto altro che ormai non mi ricordo.

Com’è che a scriverla la vita ti sembra subito più bella?

Alla fine gli voglio bene a questo bistrattato blogghettino.

Potrei dire

che il rientro con tutto il suo carico di lavatrici, che la scuola dei bambini con i centoventotto articoli vari di cancelleria centoventotto da etichettare, che la ripresa a scuola con il registro elettronico e il laboratorio di informatica e una funzione strumentale inattesa che si profila all’orizzonte in aggiunta a tutto il solito, che le temperature e le luci già autunnali con il loro distillato di nostalgia sferzante…

Potrei dire queste cose e sarebbero tutte vere, per giustificare questa mia latitanza prolungata.

La verità vera, però, è che per un po’ la mia testa, e le mie viscere tutte, sono state sequestrate in una landa infida dal fondo scivoloso e senza appigli, dove ho girato in tondo per giorni, dove ho seriamente rischiato di perdermi. Ma non mi sono persa, e per questo sono veramente orgogliosa di me. E come sempre accade in questi casi -di questo sono sempre più convinta- una strada nuova è emersa dal pantano.

E allora si cammina.

Buon anno a tutti!

P.S.: ho ricevuto una nomination!! ma di questo parlerò nel prossimo post (se sono ancora in tempo!) perché ora devo scappare a scuola!!