Un posto nel mondo

Mio figlio grande, G., ha otto anni. E’ un bambino sensibile e gentile, tranne che con sua sorella, e dotato di una immaginazione ipertrofica e fagocitante. Non è in grado di stare fermo per più di sedici secondi, ma non ha l’animo del ribelle – almeno per ora – e non è per fortuna della partita di quelli che fanno casino in classe: piuttosto è spesso risucchiato nel suo mondo fantastico, e questo cominciava a preoccuparmi.

L’altro giorno mi ha raccontato che, nell’intervallo, ad un pubblico scelto che “mamma, ridono davvero!”, snocciola ogni tanto una nuova puntata de “Il signor Jonas”, la storia di un aspirante aviatore pasticcione di sua invenzione. Non sono riuscita a scucirgli una parola di più, ma da allora gongolo trasudando orgoglio materno.

Ha trovato un suo posto nel mondo e questo, una mamma, è tutto quello che chiede per suo figlio.

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