Il problema

è che Unsasso vorrebbe fare tutto.

Vorrebbe tenere in ordine la casa, evitando gli accumuli senza ritorno. Vorrebbe anche un nuovo specchio per l’ingresso, e tazze per la colazione tutte uguali. E dipingere finalmente quel quadro che ha in mente. E pulire le scarpe. Vorrebbe la casa riuscire a cambiarla, peraltro. Vorrebbe continuare con il teatro ma anche fare un corso di scrittura; vorrebbe andare più spesso a teatro, ma anche al cinema; non lasciare in un angolo la sua passione per la fotografia e partecipare a quel semplice concorso e magari guardarsi qualche mostra; una volta o l’altra prenotarsela, quella benedetta visita guidata ai luoghi insoliti della metropoli. Vorrebbe un giorno leggere tutti quei libri che le intasano il reader, e altri ancora e ancora e ancora. E studiare tutto quello che non sa, e pensa che dovrebbe sapere, e vorrebbe sapere; e inventarsi modi nuovi ed efficaci per farlo amare anche ai suoi alunni, ai suoi figli, tutto quel sapere. Vorrebbe iscriversi a ogni santo corso d’aggiornamento in cui si imbatte, o quasi. Vorrebbe scrivere, tenere aggiornato questo disgraziato blog, scrivere racconti. Vorrebbe conoscere scoprire come si deve le persone che incontra. Vedere le sue amiche più spesso. Vorrebbe mettere su un cineforum a scuola, inventarsi qualcosa di permanente, efficace, affascinante sulla lettura, ma anche solo preparare come si deve la lezione di geografia per domani. Parlare coi ragazzi di un mucchio di cose di cui non ha il tempo di parlare. Insegnare loro a prendersi cura di sé, degli altri, di ciò che stanno facendo. Ad ascoltare. Ad appassionarsi. Vorrebbe arrivare al secchioncello e al disperato, all’avulso e all’indifferente. Vorrebbe trovare un tempo disteso, sereno, da passare coi suoi figli; vorrebbe cucinare loro più sano. Ricordarsi per tempo di scongelare il macinato per il ragù. Vorrebbe andare a correre più spesso. Vorrebbe aver finito le programmazioni. Star dietro alle programmazioni. Non lasciar cadere il percorso clil dello scorso anno, le attività di accoglienza, il libro iniziato in classe, il diario di bordo. Essere più trainante. Passare il testimone della funzione strumentale. Fare un corso di inglese. Andare a fare la ceretta. Fare gli gnocchi. Ordine tra le foto. Tra i materiali di scuola. I pensieri.

Ma il tempo si sfilaccia la vita la affoga l’autunno la tramortisce e la sensazione che ha Unsasso è di non riuscire a fare niente.

Annunci