L’ho detto

Avevo giurato che mai avrei detto una cosa simile ai miei allievi e oggi l’ho fatto.

Ho sempre detestato – in generale – chi sottolinea quello che sta facendo per te, magari con spocchia, perché così ti mette in un angolo, ed è una vigliaccata. Ho sempre pensato, inoltre, che gli insegnanti che ostentano indifferenza, o sarcasmo un po’ sprezzantello, risucchiano in un attimo tutto l’ossigeno che c’è intorno alla fiammella della motivazione dei ragazzi. Ho peraltro sempre giudicato infantili ed irrisolti, tutto sommato un po’ ridicoli, i prof che prendono le provocazioni degli alunni come un attacco alla loro persona, erigono a barriera un atteggiamento distaccato (finto) e appallottolano in una tasca la loro passione (ferita), il loro entusiasmo (frustrato). Quelli che insomma non sanno leggere tra le righe, non sanno capire che cosa ci sta dietro, alle provocazioni di un adolescente a cui cerchi di spiegare la sintassi della frase semplice, non sanno mettersi in ascolto.

Eppure oggi esasperata ho detto loro: Guardate che se non imparate un accidente a me lo stipendio lo danno lo stesso; io queste cose le so già, non siamo certo qui per me!

Vergogna.

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