Il punto è

Il punto è che il calvinista che c’è in me non si rassegna a dividere lo spazio con il narcisista.

Dopo settimane di riflessioni e incursioni sul web l’ho capito.

Il primo parla parla parla. Lo chiamerò Calvin, per analogia.

Calvin chiede: Perché aprire un blog che tanto non interessa a nessuno di quello che pensi tu? Fai una figura patetica. Non penserai mica di elaborare pensieri così arguti sapidi intelligenti originali stimolanti. C’è pieno il web di gente più arguta sapida intelligente originale stimolante di te.

Calvin dice: Non sarebbe meglio che ti dedicassi ai tuoi doveri, in fondo hai già degli spazi di diletto, no?

Calvin insinua: Pensa che frustrazione, quando vedi che non ti legge nessuno quando ti accorgi di non avere più idee. Quando la tua mediocrità viene allo scoperto.

L’altro, lo chiamerò Fabrizio, non parla. Lui ammicca.

Inutile dire che Calvin si innervosisce che non ti dico quando Fabrizio fa quel suo mezzo sorriso strafottente senza dire una parola (eccerto, avrà il bagaglio lessicale di un australopiteco, la cultura di un tronista – cerca di consolarsi Calvin).

Ma io li ho scoperti. E ho deciso che mi piazzo lì, in mezzo a loro due, e li ignoro.

Ché in medio stat virtus e io della mia medietà voglio andare orgogliosa.

Perché la medietà non fa paura agli altri ed è accogliente.

Perché è un punto di partenza e una sfida.

Amen.