Senza luce

Dialogo nel buio è l’ormai famoso percorso allestito nella più totale assenza di luce all’Istituto dei ciechi di Milano. Ci ho portato i miei di seconda, la scorsa settimana, e anche per me era la prima volta.

Quella della luce è una metafora consunta, e sposta troppo valore su quello che è solo uno degli elementi della nostra percezione, della nostra conoscenza, della nostra interpretazione. E’ più una sineddoche, alla fine, e ci fa dimenticare che la parte non vuole escludere il tutto. Senza luce, invece, possiamo accorgerci di tutto il resto. E di quanto ci appiattiamo sulla prospettiva più facile e a portata di mano, nella nostra vita di “sani” senza più ostacoli o difficoltà, nel volo radente della velocità quotidiana. Di quanto la superficie sia comoda e allettante e di quanto il nostro dialogo con la realtà perda sapore, eviti il contatto, eluda l’ascolto.

Che l’essenziale è invisibile agli occhi lo sappiamo, ma ce ne dimentichiamo troppo spesso. Se vi capita, andateci: è un regalo per l’anima, di quelli da portare sempre con sé.

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